Lo spettacolo è suddiviso in tre parti: Prologo, Scena Madre ed Epilogo.
Un’ouverture potpourri, con tanto di orchestrina, apre le danze sul tema dell’acqua. È così che il prologo lancia la scena madre dello spettacolo: quattro persone si svegliano un mattino qualunque pronti per iniziare la giornata, ma dai rubinetti non esce acqua. Il classico rituale di preparazione mattutina si trasforma in un’indagine sul disservizio in corso. Si controllano le ultime bollette, il contatore, fino a contattare l’idraulico di fiducia, che alla fine svela il mistero: “l’acqua è finita”, non arriva nelle case perché è in corso un razionamento. La scena si chiude con una domanda: “è finita in che senso?”. La sveglia riparte e gli attori ripetono la stessa scena una serie di volte, ponendo in conclusione una domanda sempre diversa.
Ogni ripetizione è intervallata da un servizio televisivo che affronta molte delle tematiche legate alla questione idrica: il cittadino, l’agricoltura, la politica, l’astrologia fino ad una scena simbolo del film Titanic, come se tutto fosse collegato. La direttrice drammaturgica evolve: partendo dal quotidiano si arriva all’assurdo, dall’assenza d’acqua si finisce con l’allagamento della casa, ormai trasformata in nave. Attraverso inserti linguistici si dà vita così ad un meccanismo alla Esercizi di stile di Queneau in cui il linguaggio si fa protagonista.
In conclusione, su nuove note, torna l’orchestrina dell’inizio a lasciare un epitaffio della società nel suo rapporto con l’acqua e la sua casa-terra.
Leggi tuttoLo spettacolo è suddiviso in tre parti: Prologo, Scena Madre ed Epilogo.
Un’ouverture potpourri, con tanto di orchestrina, apre le danze sul tema dell’acqua. È così che il prologo lancia la scena madre dello spettacolo: quattro persone si svegliano un mattino qualunque pronti per iniziare la giornata, ma dai rubinetti non esce acqua. Il classico rituale di preparazione mattutina si trasforma in un’indagine sul disservizio in corso. Si controllano le ultime bollette, il contatore, fino a contattare l’idraulico di fiducia, che alla fine svela il mistero: “l’acqua è finita”, non arriva nelle case perché è in corso un razionamento. La scena si chiude con una domanda: “è finita in che senso?”. La sveglia riparte e gli attori ripetono la stessa scena una serie di volte, ponendo in conclusione una domanda sempre diversa.
Ogni ripetizione è intervallata da un servizio televisivo che affronta molte delle tematiche legate alla questione idrica: il cittadino, l’agricoltura, la politica, l’astrologia fino ad una scena simbolo del film Titanic, come se tutto fosse collegato. La direttrice drammaturgica evolve: partendo dal quotidiano si arriva all’assurdo, dall’assenza d’acqua si finisce con l’allagamento della casa, ormai trasformata in nave. Attraverso inserti linguistici si dà vita così ad un meccanismo alla Esercizi di stile di Queneau in cui il linguaggio si fa protagonista.
In conclusione, su nuove note, torna l’orchestrina dell’inizio a lasciare un epitaffio della società nel suo rapporto con l’acqua e la sua casa-terra.
Coloro che acquisteranno i biglietti a tariffa ridotta dovranno presentare un valido documento attestante il diritto alla riduzione (corsisti Play, Over 65, Under 26)
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